Investire in Italia

Investire nel turismo in Italia, una opportunità sempre più concreta per gli investitori esteri e italiani.

Gli indicatori relativi al turismo internazionale segnano un costante segno positivo anche con proiezioni a lungo termine. Il 2011 si chiude con risultati in controtendenza rispetto all’andamento mondiale dell’economia riportando un incremento delle presenze turistiche del +2.3% con un aumento dell’incoming del 5,3%. L’Italia torna all’interno dei primi 10 paesi nel mondo per appeal del brand. Scesa al 12° posto nel 2010, L’Italia è riuscita a riconquistare due posizioni migliorando la propria visibilità internazionale. Ciò che rende “eccellente” il nostro Paese nel mondo è tutto dentro l’ambito turistico e del patrimonio culturale:per  enogastronomia, arte e cultura siamo percepiti come primi nel mondo; punto dolente, invece, il rapporto qualità prezzo  delle strutture turistiche, tuttavia Bankitalia conferma la crescita della spesa dei turisti stranieri in Italia, +6.1% nel mese di settembre 2011.

 

Il turismo in Italia 2012: il saldo commerciale di 11.695 milioni di euro nel 2012, questo dato non solo conferma un ruolo di primo piano nel riequilibrare la bilancia dei pagamenti con l’estero dell’Italia, ma segna anche un incremento rispetto al 2011, che si era chiuso con un avanzo di 10.308 milioni di euro. Dietro questi primi risultati provvisori diffusi dalla Banca d’Italia – per i definitivi occorrerà aspettare aprile – si nasconde, tuttavia, una realtà a due facce: mentre la spesa degli stranieri in Italia, pari a 32.066 milioni di euro, è cresciuta del 3,8%, la spesa dei nostri connazionali all’estero, per 20.371 milioni di euro, ha registrato una contrazione dell’1%.
La tendenza al risparmio mostrata dagli italiani ha colpito principalmente le vacanze all’estero (-12,1%), mentre è aumentata la spesa per viaggi di lavoro (+6,4%). Trend opposto a quello seguito dagli stranieri, che hanno speso il 4,2% in più per le loro vacanze in Italia, ma hanno ridotto del 2,4% gli esborsi per viaggi di lavoro e affari. Prendendo in considerazione solo i viaggiatori pernottanti, la spesa pro-capite giornaliera degli stranieri, pari a 93 euro, è cresciuta del 3,9%, mentre quella degli italiani all’estero, pari a 75 euro, è diminuita del 3,8%. La durata media del viaggio per gli stranieri è rimasta stabile (7 giorni), per gli italiani è aumentata fino a raggiungere i 9 giorni.
Come di consueto, ai primi tre posti tra i principali mercati di origine della domanda straniera per spesa troviamo Germania, Stati Uniti e Francia, tutti in crescita rispetto al 2011. Va segnalato, alle spalle dei primi tre, l’incremento significativo registrato dal Regno Unito: per i viaggi in Italia nel 2012 i viaggiatori britannici hanno speso il 15,6% in più rispetto a quanto avevano fatto l’anno prima. Continua, intanto, l’ascesa della Russia che, con un incremento del 28,3%, supera l’Olanda (-4,5%) e diventa l’ottavo mercato più importante per spesa turistica in Italia. Risultato, questo, che porta i russi a superare per la prima volta il miliardo di euro (1 miliardo e 187 milioni) speso in Italia. In crescita anche gli altri mercati BRIC, soprattutto quelli asiatici: l’India, con 372 milioni, segna un incremento del 32,9%, mentre la spesa dei cinesi aumenta del 21,6%, sfiorando i 300 milioni di euro nel 2012. Più modesta la crescita della spesa dal Brasile (+2,6%), pari a 392 milioni di euro.
Le regioni italiane più frequentate dai viaggiatori stranieri sono state, nell’ordine, Lombardia, Veneto e Lazio che coprono, complessivamente, poco più del 45% della spesa totale della clientela proveniente d’oltreconfine.
Fonte: Osservatorio nazionale del turismo

 

Fonti: Bankitalia/Turismo e finanza                                                     home

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